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LA RICCHEZZA NEL VICINO ORIENTE ANTICO

Corona dal tesoro delle tombe delle regine a Nimrud  

Convegno internazionale di studio
Sabato 20 gennaio 2007
Auditorium dell'Istituto Gonzaga
Via Vitruvio, 41 – Milano





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Ufficio stampa



La ricchezza è una caratteristica essenziale di ogni civiltà strutturata. Lo sviluppo dell'agricoltura, l' organizzazione sociale da esso richiesta, l'amministrazione dei prodotti e gli scambi commerciali a breve o a lungo raggio ne sono elementi costitutivi e sono all' origine della formazione di Stati dalla complessa struttura, influendo su tutti gli aspetti della vita: religiosi, politici, artistici e culturali.

Scegliere questo tema, con riferimento al Vicino Oriente antico, significa aprire, con l'aiuto degli studiosi che interverranno al Convegno, importanti squarci su un mondo che la moderna ricerca sta svelando a poco a poco. I Relatori che parteciperanno al Convegno svolgeranno temi specifici e significativi del campo di studi dei quali ciascuno è specialista a livello internazionale e metteranno a fuoco di volta in volta aspetti legati alle loro ricerche, a quelle di natura filologica e storica sui testi antichi o a quelle più propriamente archeologiche, che ci fanno conoscere sia gli oggetti della vita quotidiana e del culto, sia quelli legati al lusso o alla propaganda.

La Mesopotamia, e in particolare la terra di Sumer nella sua parte meridionale, raggiunse nel IV millennio a.C. livelli tali di organizzazione sociale, con grandi insediamenti urbani e la costruzione e manutenzione di una estesa rete di canali, da disporre di una elevata produzione agricola; la mancanza di minerali metallici, legname e pietre, indispensabili sia per la vita di tutti i giorni sia per il prestigio delle classi dominanti, rese necessario lo scambio di prodotti con aree adiacenti o anche remote, che ne disponevano.

L'invenzione della scrittura e lo sviluppo di una cultura scribale che superava i limiti degli Stati portarono, con l'estendersi dei contatti commerciali, alla diffusione su un'area molto più vasta e fra popoli eterogenei, dall' Anatolia alla Siria occidentale, al Caucaso e all'Iran, degli elementi della cultura mesopotamica: le lingue legate alla scrittura cuneiforme, sistemi legislativi e ideologie del potere, metodi amministrativi, culti e miti, opere letterarie, usi commerciali e tecnologie.

I temi trattati risultano così in realtà interdipendenti: la ricchezza presente nelle tombe reali di Ur del III millennio, i rapporti fra i re e la produzione agricola a Mari nel XVIII secolo a.C.,  la formazione di una grande rete commerciale internazionale e di un sistema moderno di finanziamento da parte dei mercanti della città di Aššur nel XIX sec. a.C. sono tutti aspetti esemplari della storia del Vicino Oriente antico legati fra loro da un unico sviluppo storico, così come l'ostentazione di ricchezze e oggetti di lusso, connessa all' idea di un impero universale perseguita dalla Corte assira del I millennio e la politica di doni e tributi dell'impero achemenide, che ne fu il consapevole erede, illustrata con grande abilità propagandistica dalla processione della scalinata di Persepoli.

Diversa è la situazione dell'Egitto, assai più monolitico dal punto di vista etnico e autosufficiente dal punto di vista dei beni di necessità o di lusso, in particolare la pietra per le costruzioni monumentali e l'oro per gli oggetti di lusso o per gli scambi internazionali, ma anche aperto a rapporti commerciali con la penisola del Sinai, la costa fenicia e l'Egeo; con la XVIII dinastia la conoscenza tra Egitto e mondo siro-mesopotamico si svilupperà in modo nuovo sotto l'effetto dell'espansione militare egiziana e dello stabilirsi di duraturi rapporti diplomatici con le altre potenze del Vicino Oriente.

Scendendo cronologicamente verso l'età classica troviamo infine l'affascinante tema del commercio carovaniero con la mitica Arabia Felix che si lega  all'affacciarsi sulla scena della storia locale e successivamente mondiale dei popoli della penisola arabica.

Siamo convinti che la qualità delle relazioni, che ci documenteranno sui più moderni risultati della ricerca, potranno per la scelta degli argomenti e del tema generale che li lega come un filo conduttore portare nuovi stimoli utili anche per la comprensione dei rapporti fra il Vicino Oriente e il nostro mondo e di tante questioni attuali, che ci coinvolgono sempre più.



Programma


sabato 20 gennaio 2005
 


Ore 09.00  - Saluto delle Autorità

Introduzione: Prof. Luisa Terzi
Presidente del Centro Studi del Vicino Oriente

Ore 09.30 - Prof. Dott. Hans Jorg NISSEN
(Prof. Emerito, Institut für Vorderasiatische Archäologie, Freie Universität Berlin)
Rich and Poor: the Royal Cemetery of Ur in
Lower Mesopotamia.


Ore 10.15 - Prof. Gloria ROSATI
(Ricercatore, Dipartimento di Scienze dell'Antichità “G. Pasquali”, Università di Firenze)
“Uno Stato dalla pietra”. La ricerca delle ricchezze naturali nell' antico Egitto.


Ore 11.00 Intervallo

Ore 11.15 - Dott. Cécile MICHEL

(Chargée de Recherche du CNRS, Nanterre)
“Tu aimes trop l' argent et méprises ta vie”. Le commerce lucratif des Assiriens en Anatolie centrale.

Ore 12.00
- Prof. Dominique CHARPIN
(Dirécteur d'études à l' École pratique des Hautes Études section des Sciences Historique et  Philologique)
Le roi et la terre dans le Proche-Orient du deuxième millénaire av. J.-C.

Ore 12.45  Colazione

Ore 15.00 - Prof. Pierre BRIANT
(Chaire: “Histoire et civilisation du monde Achéménide et de l'empire d'Alexandre”, Collège de France)
Don, tribut et échange dans l'empire achéménide.

Ore 15.45
- Dott. Carlo LIPPOLIS
(Ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Antropologiche, Archeologiche e Storico-Territoriali dell'Università di Torino)
Lusso e ostentazione di un impero: i tesori della corte Assira.

Ore 16.30 - Prof. Alessandra AVANZINI

(Ordinario di Filologia Semitica all' Università di Pisa)
Il paese dell'incenso. Mito degli autori classici e realtà dell'indagine archeologica.

Ore 17.15 Discussione



 

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