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LE CAPITALI DEL VICINO
ORIENTE ANTICO
Regalità e culto, monumentalità e amministrazione
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La città come organizzazione della convivenza umana in uno spazio fisico, ricolmo di significati anche concettuali e simbolici, può non aver avuto un'origine unica, ma la Storia e l'Archeologia ci dicono che la troviamo per la prima volta realizzata in un luogo e in un tempo ben precisi: la Mesopotamia del Quarto Millennio a.C. È qui che la città acquista
la valenza di "centro del mondo", dimora degli dèi e degli uomini,
luogo della vita civilizzata contrapposta alla vita selvaggia della steppa
e della montagna, dominio di un ordine che umanizza lo spazio sottraendolo
al caos. Attraversata da flussi simbolici ma anche concretamente finanziari
e mercantili, la città diviene presto anche il centro politico di ampie
regioni, la capitale di vasti imperi. Oltre alla Mesopotamia propriamente
detta, dove all'esperienza di Uruk seguono le vicende di Babilonia e delle
varie capitali assire, fino alla tarda Seleucia-Ctesifonte sul Tigri,
troviamo esempi di sviluppi urbani di straordinaria rilevanza nell'Egitto
faraonico, nell'Anatolia degli Ittiti e nella Persia degli Achemenidi.
Da quell'inizio così lontano derivano, pur con tutti i cambiamenti intervenuti nel tempo, le nostre città di oggi. È possibile dunque anche imparare dalla storia delle città più antiche qualcosa di utile per comprendere il funzionamento della società urbana di oggi. E, d'altra parte, nomi di grandi capitali come Ninive e Babilonia fanno parte integrante della nostra cultura europea e occidentale, evocando alla mente fantastici scenari di ricchezza e potenza o un senso di tragedia e commozione al pensiero romantico di rovine grandiose. Nella realtà, che cosa resta oggi di quelle antiche capitali? Quanto e come le guerre e le devastazioni vecchie e nuove hanno inciso sulla loro memoria? La conoscenza storica, basata sulle più recenti acquisizioni dei dati archeologici e testuali, può riservarci molte sorprese. Su questo tema il Centro Studi del Vicino Oriente ha chiamato a convegno alcuni dei maggiori specialisti italiani e stranieri, domandando a ciascuno di tracciare un quadro delle grandi città che sono state oggetto specifico dei loro studi. Accanto allo storico Mario Liverani, all'assiriologo F.M. Fales, all'ittitologo Stefano De Martino e alla medievista M. Negro Ponzi, docenti nelle università italiane, arriveranno da Oxford Stephanie Dalley, che parlerà di Babilonia, dall'università di Basilea Antonio Loprieno, egittologo, e da Monaco di Baviera Michael Roaf, specialista in iranica che terrà la sua relazione su Persepoli. "Un miglio quadrato è la città, un miglio quadrato Programma 28 gennaio 2006 Ore 09.00 Saluto delle Autorità e Introduzione della Prof. Luisa
Terzi, Ore 09.30 Prof. Mario Liverani Ore 10.15 Prof. Antonio Loprieno Ore 11.00 Intervallo Ore 11.15 Dr. Stephanie Dalley Ore 12.00 Prof. Frederick Mario Fales Ore 12.45 Colazione Ore 15.00 Prof. Stefano De Martino Ore 15.45 Prof. Michael Roaf Ore 16.30 Prof. Mariamaddalena Negro
Ponzi Ore 17.15 Discussione
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I Relatori Stephanie DALLEY Stefano DE MARTINO Frederick Mario FALES Mario LIVERANI Antonio LOPRIENO Maria Maddalena NEGRO PONZI Michael Douglas ROAF |
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