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LE CAPITALI DEL VICINO ORIENTE ANTICO
Regalità e culto, monumentalità e amministrazione
Nimrud nella ricostruzione di H. A. Layard
Convegno internazionale di studio
Sabato 28 gennaio 2006

Auditorium dell'Istituto Gonzaga
Via Vitruvio, 41 – Milano

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Ufficio stampa

 

La città come organizzazione della convivenza umana in uno spazio fisico, ricolmo di significati anche concettuali e simbolici, può non aver avuto un'origine unica, ma la Storia e l'Archeologia ci dicono che la troviamo per la prima volta realizzata in un luogo e in un tempo ben precisi: la Mesopotamia  del  Quarto Millennio a.C.

È qui che la città acquista la valenza di "centro del mondo", dimora degli dèi e degli uomini, luogo della vita civilizzata contrapposta alla vita selvaggia della steppa e della montagna, dominio di un ordine che umanizza lo spazio sottraendolo al caos.  Attraversata da flussi simbolici ma anche concretamente finanziari e mercantili, la città diviene presto anche il centro politico di ampie regioni, la capitale di vasti imperi. Oltre alla Mesopotamia propriamente detta, dove all'esperienza di Uruk seguono le vicende di Babilonia e delle varie capitali assire, fino alla tarda Seleucia-Ctesifonte sul Tigri, troviamo esempi di sviluppi urbani di straordinaria rilevanza nell'Egitto faraonico, nell'Anatolia degli Ittiti e nella Persia degli Achemenidi.

"Il Vicino Oriente era allora la regione più avanzata sul piano tecnologico e produttivo. Al suo interno erano avvenuti nei millenni precedenti e continueranno ad avvenire nei due millenni successivi le più importanti innovazioni e invenzioni che segnano il progresso della società umana: le principali specie di animali domestici e di piante coltivate che ancora oggi usiamo (dai cereali agli ovini) sono state addomesticate e coltivate nel Vicino Oriente, la lavorazione dei metalli (bronzo prima, ferro poi) è iniziata in questa zona, e così via. Insomma il Vicino Oriente era la zona più avanzata, dunque più pronta al grande balzo in avanti della 'rivoluzione urbana'."

Mario Liverani, L'origine delle città , Roma 1986

Da quell'inizio così lontano derivano, pur con tutti i cambiamenti intervenuti nel tempo,  le nostre città di oggi. È possibile dunque anche imparare dalla storia delle città più antiche qualcosa di utile per comprendere il funzionamento della società urbana di oggi.  E, d'altra parte, nomi di grandi capitali come Ninive e Babilonia fanno parte integrante della nostra cultura europea e occidentale, evocando alla mente fantastici scenari di ricchezza e potenza o un senso di tragedia e commozione al pensiero romantico di rovine grandiose.

Nella realtà, che cosa resta oggi di quelle antiche capitali? Quanto e come le guerre e le devastazioni vecchie e nuove hanno inciso sulla loro memoria?  La conoscenza storica, basata sulle più recenti acquisizioni dei dati archeologici e testuali, può riservarci molte sorprese.

Su questo tema il Centro Studi del Vicino Oriente ha chiamato a convegno alcuni dei maggiori specialisti italiani e stranieri, domandando a ciascuno di tracciare un quadro delle grandi città che sono state oggetto specifico dei loro studi.  Accanto allo storico Mario Liverani, all'assiriologo F.M. Fales, all'ittitologo Stefano De Martino e alla medievista M. Negro Ponzi, docenti nelle università italiane, arriveranno da Oxford Stephanie Dalley, che parlerà di Babilonia,  dall'università di Basilea  Antonio Loprieno, egittologo,  e da Monaco di Baviera Michael Roaf, specialista in iranica che terrà la sua relazione su Persepoli.


"Un miglio quadrato è la città, un miglio quadrato
sono i suoi orti, un miglio quadrato sono le sue
cisterne, oltre alle terre del tempio di Isthar.
Per tre miglia quadrate si stende Uruk..."

La saga di Gilgamesh
, tavola I,  20-23


Programma

28 gennaio 2006

Ore 09.00 Saluto delle Autorità  e Introduzione della Prof. Luisa Terzi,
Presidente del Centro Studi del Vicino Oriente

Ore 09.30 Prof. Mario Liverani
Ordinario di Storia del Vicino Oriente Antico, Università La Sapienza, Roma
Uruk, la prima città

Ore 10.15 Prof. Antonio Loprieno
Ordinario di egittologia, Università di Basilea
Menfi come capitale dell'Antico Regno fra ideologia e realtà

Ore 11.00 Intervallo

Ore 11.15 Dr. Stephanie Dalley
Senior Research Fellow in Assyriology, Oriental Institute
 and Sommerville College, Università di Oxford
Babylon, centre of the mesopotamian world

Ore 12.00 Prof. Frederick Mario Fales
Ordinario di Storia del Vicino Oriente Antico, Università di Udine
Da Assur a Ninive: l'Assiria attraverso le sue capitali

Ore 12.45 Colazione

Ore 15.00 Prof. Stefano De Martino
Ordinario di Ittitologia, Università di Trieste
Hattusa, la capitale del regno ittita

Ore 15.45 Prof. Michael Roaf
Direttore  Institut für vorderasiatische Archäologie, Università di Monaco
Persepolis and the kingship of the Persians

Ore 16.30 Prof. Mariamaddalena Negro Ponzi
Professore associato di Archeologia Medievale, Università di Torino
Seleucia e Ctesifonte. Capitali, storia e popoli nella Mesopotamia
centrale dal periodo ellenistico alla conquista islamica

Ore 17.15 Discussione




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RegioneLombardia
Culture, Identità e Autonomie
della Lombardia



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Provincia di Milano
Cultura e beni culturali



I Relatori

Stephanie DALLEY
Senior Research Fellow e Shillito Fellow in Assiriologia all'università di Oxford, la dottoressa  Dalley è tra i più noti e autorevoli specialisti in storia e cultura delle città mesopotamiche. Dopo aver condotto scavi archeologici a Nimrud e Tell Rimah in Iraq, ha insegnato lingua e letteratura accadica a Edinburgo e a Oxford. Ha curato l'edizione di numerosi testi cuneiformi babilonesi. E' autrice di opere più volte ristampate, tra cui: Mari and Karana. Two Old Babylonian Cities, 1984,   The Myths from Mesopotamia, 1997;  The legacy of Mesopotamia, 1998.  Attualmente sta lavorando a un nuovo libro su Babilonia e il mito dei giardini pensili.

Stefano DE MARTINO
Professore ordinario di Ittitologia all'Università di Trieste, dove è stato recentemente nominato preside della facoltà di Lettere e Filosofia, il prof. De Martino è autore di vari studi specialistici sul corpus dei testi ittiti e hurriti. Tra le sue opere: L'Anatolia occidentale nel Medio Regno ittita, 1996; Annali e Res Gestae antico ittiti, 2003. Il suo libro più noto è: "Gli ittiti" (Carocci, 2003).

Frederick Mario FALES
Professore ordinario di Storia del Vicino Oriente Antico all'Università di Udine, ha collaborato a vari scavi archeologici in Iraq e in Siria, specialmente in veste di filologo e storico. Accanto a numerosi articoli e saggi accademici, tra cui spicca L'impero assiro. Storia e amministrazione, (Laterza, 2001), ha pubblicato volumi rivolti anche a un pubblico più ampio, come:  Siria. Guida all'archeologia e alle antichità (Marsilio, 1997) e il recente Saccheggio in Mesopotamia - Il Museo di Baghdad dalla nascita dell'Iraq a oggi (Forum editrice, Udine , 2004)

Mario LIVERANI
Professore ordinario di  Storia del Vicino Oriente Antico all'Università di Roma "La Sapienza", il professor Liverani è un riconosciuto caposcuola tra gli storici italiani. Visiting professor all'Oriental Institute dell'università di Chicago, ha tenuto corsi e conferenze in molte università americane ed europee. Ha collaborato a scavi in Siria (Ebla), in Turchia (Arslantepe), in Libia (Acacus). A Roma dirige il Centro Interuniversitario di ricerca sul Sahara antico. Oltre a numerosi articoli in riviste specializzate, fra i suoi scritti vanno ricordati: L'origine della città, 1986; Studies on the Annals of Ashurnasirpal, 1992; Akkad, the First World Empire, 1993; Neo-Assyrian Geography, 1995; Guerra e diplomazia nell'antico Oriente. 1600-1100 a. C. (Laterza,  1994);  Antico Oriente. Storia,  società, economia (Laterza, 1997 e segg.);  Uruk. La prima città (Laterza, 1998);  Oltre la Bibbia. Storia antica d'Israele, Laterza, 2003;  "Guerra santa e guerra giusta", Studi Storici 43/3, 2002.

Antonio LOPRIENO
Magnifico Rettore dell'Università di Basilea, professore ordinario di Egittologia (Institutvorsteher Aegyptlogisches Seminar) e membro della prestigiosa Accademia delle Scienze di Göttingen, Antonio Loprieno è specialista in storia della lingua e letteratura egizia e direttore degli scavi in Egitto dell'Università di Basilea (presso le tombe di Siptah e Ramesse X nella Valle dei Re). Tra le sue opere figurano: Das Verbalsystem im Ägyptischen und Semitischen, 1986; Topos und Mimesis, 1988; Ancient Egyptian. A Linguistic Introduction, 1995; Ancient Egyptian Literature. History & Forms, 1996; La pensée et l'écriture, 2001.

Maria Maddalena NEGRO PONZI
Professore associato di Archeologia Medievale all'Università di Torino, accanto alla docenza e alla ricerca si occupa dell'organizzazione degli scavi dell'Università di Torino e degli scavi didattici per i laureandi in Archeologia. Specializzata, tra l'altro, sul tema dello sfruttamento delle risorse ambientali in età classica e medievale e sulla produzione e cronotipologia del vasellame in vetro nel Mediterraneo e nel Vicino Oriente ellenistico, partico e sasanide, ha preso parte alla missione archeologica italiana sul sito di Seleucia al Tigri, la città fondata da Seleuco I Nikator durante l'ultimo decennio del IV secolo a. C. nella località oggi chiamata Al-Mada'in  ("Le due città") a circa 30 kilometri a sud di Baghdad.

Michael Douglas ROAF
Professore ordinario di Archeologia del Vicino Oriente Antico alla Ludwig-Maximilians-Universität di Monaco,  si è formato all'università di Oxford come specialista sulla Mesopotamia e l'antico Iran. I suoi studi includono la scultura dei rilievi assiri e della Persia Achemenide, la geografia storica e la matematica antica. Tra le sue opere figurano: Sculptures and sculptors at Persepolis (London, The British Institute of Persian Studies, 1983) e il testo di larga diffusione Atlante della Mesopotamia e dell'antico Vicino Oriente, pubblicato anche in traduzione italiana (De Agostini, 1992).






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