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Sabato 25 gennaio 2003 Auditorium
dell'Istituto Gonzaga - Via Vitruvio, 41 Milano
Il Convegno si propone di valutare quanto grande sia il debito della cultura occidentale verso gli antichi Egizi e verso gli antichi Mesopotamici anche per quanto concerne la scienza. Infatti, mentre è ormai abbastanza diffusa la consapevolezza di tale debito per la cultura in generale, il riconoscimento delle priorità stenta ad estendersi alle conoscenze scientifiche in senso stretto, forse per labitudine di pensare che gli antichi abbiano tramandato sì un grande patrimonio culturale di contenuto empirico, pratico, fantastico, religioso, ma non rigorosamente logico. E la scienza esige un metodo conoscitivo cui è necessariamente preposta lastrazione, riconosciuta come una conquista della speculazione greca e quindi patrimonio della cultura occidentale. In realtà, lo spirito scientifico con la capacità di astrarre non è nato in Grecia: esisteva già in Egitto e in Mesopotamia. La Grecia lo ha assimilato, così come ha ereditato e in parte sistematizzato lenorme patrimonio conoscitivo accumulato in tremila anni di esperienze. Ciò vale per la medicina, per lastronomia, per le discipline matematiche e anche per quanto riguarda il dominio dellambiente (tra cui laddomesticamento delle acque, problema principe e sempre attuale della Mezzaluna fertile). Di fatto, lentità del contributo allo sviluppo materiale e spirituale dellumanità dato dagli antichi è noto solo agli studiosi e a pochi specialisti, per cui ingiustamente si considera inesistente ciò che è semplicemente sconosciuto o dimenticato. Il Convegno accende i riflettori su questo capitolo di cui si è persa memoria.
PROGRAMMA
in collaborazione con: Provincia di Milano
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